Viva Sergio Rubini! Voglio fondare un fan club (se già non esiste). Bellissimo il suo La Terra, film sul nostro sud più profondo, da lui stesso sceneggiato, diretto e interpretato. Un cast di ottimi attori, a cominciare da Fabrizio Bentivoglio, affiancato da Emilio Solfrizzi, Paolo Briguglia e Massimo Venturiello. Insieme interpretano quattro fratelli, molto diversi tra loro, distanti e a tratti quasi nemici, divisi e alla fine uniti da una proprietà lasciata loro in eredità da un padre non proprio esemplare, insieme ai rancori e alle icomprensioni.
In scena al teatro Eliseo di Roma nella riduzione di Luca De Fusco, La trilogia della villeggiatura di Carlo Goldoni è... mortalmente noiosa! Si passa dall’eccitazione della partenza, alla noia della villeggiatura, alla delusione del ritorno e di amori insoddisfatti. Tre atti intermiabili che si vanno via via spegnendo nel tono e persino nei colori della scena. Tra gli interpreti, accanto al sempre simpatico Lello Arena, Gaia Aprea (aspra e legnosa), Max Malatesta (fisico e movenze da calciatore del Tufello football club), la braca Nunzia Greco e poi Giovanna Malgiù, Giovanni Calò, Cosimo Colorato, Piergiorgio Fasolo,Francesco Guzzo, Loredana Marino, David Sebasti, Enzo Turin, Elisabetta Valgoi. Belle le scene di Atonia Fiorentino. Resistere fino alla fine è stata un'impresa.
Capote. A sangue freddo, del regista Bennet Miller, è un film cupo, lento, deprimente. Tanto più deprimente quanto più avanza nello spettatore la considerazione che il film racconta fatti realmente accaduti, verità. Nulla è fiction nella trama. Non lo è l'efferato delitto da cui prese effettivamente spunto lo scrittore americano cui la pellicola è ispirata. Non lo è il romanzo che egli scrisse davvero, A sangue freddo, il suo capolavoro. Non lo è il cinico ed esasperato egocentrismo che lo muove nell'ossessiva ricerca di gratificazione.
Traveaux - Lavori in casa della regista Brigitte Roüan è un filmetto leggero che poco o nulla lascia allo spettatore. Ha la pretesa di trattare in modo lieve e simpatico il tema forte dell'immigrazione - clandestina e non - ma vi si accosta in modo, appunto, troppo lieve. Claudio Carrabba sul Corriere della sera arriva a definire il film "una commedia sofisticata, con squarci da favola buffa e surreale". Un giudizio davverp benevolo. Viziato, forse, da quel progiudizio positivo nei confronti del cinema francese, che affligge come una una malattia cronica i critici nostrani.
Anch'io sono in generale molto ben disposta nei confronti del cinema francese. Ma quando un film è così insipido, non riesco a farne una difesa d'ufficio.
L'interprete principale Carole Bouquet è bella, bellissima. Ma non particolarmente espressiva.
Sarei certo riuscita a sopravvivere anche senza aver visto questo film.
Un film straordinario sull'Africa, che non mostra paesaggi di sogno a fare sfondo ad una storia d'amore, ma la cruda realtà di un continente violentato dall'occidente. Dietro la macchina da presa di The Constant Gardner c'è la mano sicura del regista brasiliano Fernando Meirelles autore di The City of God. Un occhio molto particolare e per niente scontato sulla miseria. Tra gli interpreti Ralph Fiennes (che adoro) Rachel Weisz, Danny Huston, Bill Nighy, Hubert Koundi.
Non so quanto resterà nelle sale. Sembra troppo "impegnato" per riscuotere il gran successo da perte del pubblico becero che va a vedere "Vacanze di Natale".
Meirelles ci mostra quello che dell'Africa sappiamo tutti ma forse vorremo non sentirci ripetere...
Ebbene sì, finalmente l'ho visto! (Giovedì scorso) Ormai se non hai visto Match Point di Woody Allen sei out! Be', che dire? Un'angoscia.... ti lascia senza speranza. E' un bel film, non c'è che dire. Proprio perché così diverso dai "soliti" film di Allen dimostra la sua grandezza. Però la prima parte ha qualche caduta: le scente di passione, francamente, non solo mi hanno eccitato, ma le ho persino trovate ridicole. Woody, dedicati alle nevrosi che è meglio.
Grande, grandissima la trovata dell'anello che rimbalza e cade da quella che tutti pensano sia "la parte sbagliata". Una trovata eccezionale. Bravi gli attori, anche se sono d'accordo con Severgnini che la bellissima Scarlet non sembra altro che la più bella delle cassiere del supermercato vicino a casa (o su per giù). Jonathan Rhys-Meyers: notevole, davvero. Molto convincente. O solo diretto benissimo?