Perché avevi un foglio di carta
e una matita, credevi che
l’immagine ti sarebbe riuscita.
Ma il gesto tuo più grande
fu cancellarmi, riportarmi
nel limbo da cui ero uscita.
Invece io, dopo le vene
della mano e come
dalla camicia il braccio
si scopriva, aggiunsi
le sopracciglia al mio disegno
nel piccolo volo
che ti confonde il viso.
Patrizia Cavalli
N.B. È così che sento. Solo la prima strofa purtroppo. Per la seconda ci vorrà ancora un po' di tempo. Ma così sarà.
Mi ero ripromessa di vederli tutti ma non ci sono riuscita naturalmente. Mi riferisco ai film della rassegna "Lo sguardo. La memoria", organizzata dall'Instituto Cervantes di Roma. Ne ho persi un paio ma venerdì scorso ho assistito alla proiezione di Demonios en el jardín, un bel film del 1982 di Manuel Gutiérrez Aragón, con una straordinaria Encarna Paso nel ruolo di Gloria. Ancora una volta, come in altri film Guitiérrez Aragón, sono gli occhi di un bambino il punto di vista principale su una famiglia matriarcale, affetta da drammi sotterranei cronici, che la capostipite, Gloria, tenta di dominare e tener nascosti fino all'ultimo, fino alla tragedia annunciata. Bel ritratto della Spagna rurale del dopoguerra. La storia della famiglia di Gloria riassume e restituisce il dramma sociale e politico di quegli anni. E comunque ora ho capito da dove ha tratto ispirazione Almodóvar per tanti suoi film e personaggi.
Un film sulla relatività della cultura e la riscoperta dell'importanza dei rapporti umani. Mi pare di aver letto qualcosa di simile non so dove su Centochiodi, l'ultimo e bellissimo, film di Ermanno Olmi. Filosofico, pervaso di un forte senso religioso racconta di un giovane professore universitario in profonda crisi esistenziale. Splendida fotografia e un ritmo sempre olmiano ma un po' più sostentuto che in altri suoi lavori.
Per il momento lo trovo il più bel film della stagione. Ho una passione per il cinema tedesco, è vero. Ma questo è oggettivamente un bel film. Asciutto, per niente retorico, vero ed emozionante. Credo di non aver mai visto altri film di Florian Henckel von Donnersmarck finora, o almeno non me ne ricordo. Ma voglio ricordare il suo nome d'ora in poi perché è un regista straordinario, così come straordinario è l'attore Ulrich Mühe, nella parte della spia in crisi.
La Pasqua quest'anno presenta due particolarità:
Questa combinazione si verificherà nuovamente nel 2091 e successivamente nel 2159, 2227, etc.