Petra Delicado è irresistibile. La protagonista diNido vuoto, l'ultima creatura di Alicia Giménez-Bartlett, è impeganta in un'avventura come sempre come sempre avvincente, con la sua ironica umanità. Ho letto finora solo due delle sue storie (l'altra è Giorno da cani), ma presto colmerò la lacuna: ho appena acquistato tutti i libri della scrittrice spagnola pubblicati da Sellerio.
E' un libricino sfiziosissimo Bestie, di Sandrone Dazieri. L'ho divorato in un attimo al ritorno dalla Fiera del Libro di Torino dove l'avevo acquistato.
Il finale è un po' debole, ma nel complesso è godibilissimo. Dazieri è grande. Ho letto finora solo due cosette ma penso proprio che recupererò tutto il resto.
Bella l'idea di Edizioni Ambiente di chiedere a scrittori più o meno noti storie ispirate al rapporto annuale sulle ecomafie realizzato da lega ambiente, costruendoci su una collana editoriale, Verdenero.

Ce l'ho fatta. Ho finito di leggere l'ultimo libro di Tullio Avoledo, Breve storia di lunghi tradimenti, cui accennavo qui. Non ho ancora capito se mi è piaciuto o no. All'inizio mi ha entusiasmato. Poi via via è diventato un po' più faticoso seguire la trama. Il finale, poi, mi ha quasi deluso.
Insomma, Avoledo sa scrivere, riesce a creare suspance, la storia è originale e intrigante. Spinge a riflessioni amare e acute sul modo in cui molti di noi lavorano, o sono costretti a lavorare. Ma alla fine si incarta nell'eccessiva complessità della trama. In alcuni tratti si perde nella descrizione di qualche particolare di troppo, di una situazione, di una sensazione. Mi sono trovata ogni tanto a pensare: "perché insiste tanto su questo e non va avanti?".
Però, a pensarci bene, è un libro che consiglierei.
Dopo diversi anni sono tornata ieri alla Fiera del Libro di Torino. Tutto sommato è un'esperienza che ogni tanto va fatta, anche se mi lascia sentimenti contrastanti. Da una parte è un appuntamento importante, pieno di eventi interessanti (ai quali però io non sono riuscita a partecipare per mancanza di tempo). Ci sono (quasi) tutte le case editrici italiane, piccole e grandi, ed è l'occasione per informarsi sulle novità da un punto di vista diverso da quello della libreria.
Viceversa, in quella confusione, in mezzo alla bolgia, è inevitabile chiedersi che senso abbia la partecipazione soprattutto di alcuni grandi editori, che organizzano solo delle smisurate mega-libreri, con tanto di solerti commessi, che hanno solo lo scopo di vendere. Non c'è "scambio" con il lettori.
Gli editori piccoli e medi invece li si vede nei loro stand (magari non tutto il tempo) in mezzo alla gente. Ieri ho visto Fazi, Laterza, Di Gennaro...
Insomma, una Fiera-libreria, nella quale primo scopo è vendere, mi pare abbia poco senso. Mi piace più l'idea di una Fiera-incontro, una fiera in cui il lettore possa dare un volto all'autore che apprezza e all'editore che stima per la scelta culturale che propone.
Sto leggendo l'ultimo libro di Tullio Avoledo. In realtà per me è il primo, gli altri non li conosco. Ebbene, incredibilmente mi piace. Malgrado i miei pregiudizi sugli scrittori italiani contemporanei, che nella maggior parte dei casi strapazzano pretenziosamente la lingua per sopperire alla scarsezza di idee.
Breve storia di lunghi tradimenti intanto è ben scritto. Il testo scorre e già questo non è poco. La trama è avvincente, c'è quella giusta tensione che ti spinge ad andare avanti nella lettura anche quando è sera e sei a letto e hai sonno e domani vai a lavorare e sarebbe meglio spegnere la luce... Sono a metà, ma credo non mi deluderà (o almeno spero).
Devo ringraziare Massimo Mantellini che lo ha segnalato e mi ha fatto venire voglia di leggerlo.
Ho iniziato a leggere questo delizioso e divertentissimo libricino di David Kamp e Lawrence Levi. Mi ci è andato l'occhio per caso ieri in libreria, mentre aspettavo che mi trovassero un libro che avevo richiesto.
Sono ancora alle prime pagine, ma la descrizione del Cinefilo Snob è davvero esilarante.
«Questo Dizionario Snob del Cinema si propone di colmare in parte il gap culturale tra gli Snob e i nonSnob così che le persone normali e non sociopatiche che amano il cinema possano A) assaggiare il Formaggio con le Pere della cui bontà il Cinefilo Snob vorrebbe non sospettassero nemmeno; e B) evitare del tutto o comunque cibarsi con cautela della considerevole quantità di cose discutibili e di porcherie vere e proprie di fronte alle quali gli Snob si genuflettono in nome dello Snobismo. Quest'ultima ci sembra una funzione particolarmente utile, dal momento che il gusto del Cinefilo Snob è volutamente perverso. Gli autori di questo libro si sono sforzati di trovare un equilibrio tra curiosità intellettuale e follia Snob, perché il lettore intimidito dalle parole "Espressionismo Tedesco" possa finalmente decidersi a noleggiare il godibilissimo M di Fritz Lang, ma allo stesso tempo liberarsi dal senso di colpa per non aver mai visto un film di Peter Greenaway».
Io la televisione la guardo poco. Fa quasi sempre schifo. Fatta la dovuta premessa, domani sera strapperò il telecomando a mia figlia e resterò incollata alla malefica scatoletta per non perdere un minuto del nuovo episodio de Il commissario Montalbano (per essere onesti, del suo fascinoso interprete Luca Zingaretti, di cui vado pazza!).
Finalmente li ho finiti. A dir la verità già da un po'. Mi ero ripromessa di leggere tutti e tre i libri di Gianrico Carofiglio dedicati alle (dis)avventure dell'avvocato Guido Guerrieri e ci sono riuscita. Molto, molto piacevoli.
Malgrado il periodo non proprio sereno e rilassato ho bevuto i le tre storie in poche sorsate. O forse proprio per quello. In periodi di scarsa serenità o si trova una lettura davvero capace di distrarre oppure si lascia perdere. O almeno vale per me.
E i libri di Carofiglio sono perfetti: attuali, con uno stile scorrevole, una trama che prende, non banali nelle umanissime riflessioni e vicende dell'uomo Guerrieri.
Testimone inconsapevole, A occhi chiusi, Ragionevoli dubbi.
Una chiacchierata con Antonio questo pomeriggio, durante un convegno, mi ha ricordato che è molto che non parlo più di libri. Questo non vuol dire che non ne abbia più letti, semplicemente ho dimenticato di scriverne. In realtà, sia pure faticosamente, negli ultimi tempi ho mi è passato e per le mani e sotto gli occhi anche qualche cosa di interessante. E non vorrei che mi sfuggisse di mente. Perciò appunto qui quelli che mi sono piaciuti di più.
Nemico, amico, amante... di Alice Munro (Einaudi). In genere non amo i racconti. Troppo brevi, non si fa in tempo ad affezionarsi alla storia che è già finita. Ma questi fanno eccezione. Ha ragione la mia amica Cristina che li definisce tanti piccoli romanzi. Sono racconti al femminile che narrano storie di donne, intense, a volte drammatiche, altre volte semplicemente tristi. Sono scritti con una penna fluida, con uno stile piano e incisivo. Bellissimi. Leggerò certamente gli altri libri della Munro già tradotti in italiano.
Ragionevoli dubbi di Gianrico Carofiglio (Sellerio).
Finito di leggere qualche giorno fa (meno male che ogni tanto ci sono le vacanze!).
Bello! Storie di donne nell'India di oggi. Tanto diverse e tanto simili a noi. Interessante per scoprire in una realtà tanto lontana psicologie femmiili universali.
Ho iniziato a leggere Cuccette per signora, di Anita Nair, consigliatomi sempre dalla mia amica Gabriella (preziosissima fonte). Già dalle prime pagine mi sembra molto bello. Spero di riuscire a finirlo in tempi non biblici.
Ho da poco finito di leggere un libro bellissimo: La sottile linea scura di Joe R. Landsale (Einaudi, Stile libero, 2003). In particolare mi fa piacere che sia questo libro a segnare il mio ritorno alla lettura. La mia attività preferita, interrottasi causa depressione negli ultimi mesi (fatto gravissimo, ma verificatosi prima d'ora).
Bel romanzo giallo sul passaggio dall'infanzia all'età adulta. Voce narrante un ragazzo di 13 anni (l'età della mia figlia più piccola). Unico neo: la traduzione, che utilizzava forme dialettali simil-toscano, a mio parere inadatte.
Un grazie speciale alla mia amica Gabriella per avermelo consigliato e anche prestato!