Petra Delicado è irresistibile. La protagonista diNido vuoto, l'ultima creatura di Alicia Giménez-Bartlett, è impeganta in un'avventura come sempre come sempre avvincente, con la sua ironica umanità. Ho letto finora solo due delle sue storie (l'altra è Giorno da cani), ma presto colmerò la lacuna: ho appena acquistato tutti i libri della scrittrice spagnola pubblicati da Sellerio.
Mi ero ripromessa di vederli tutti ma non ci sono riuscita naturalmente. Mi riferisco ai film della rassegna "Lo sguardo. La memoria", organizzata dall'Instituto Cervantes di Roma. Ne ho persi un paio ma venerdì scorso ho assistito alla proiezione di Demonios en el jardín, un bel film del 1982 di Manuel Gutiérrez Aragón, con una straordinaria Encarna Paso nel ruolo di Gloria. Ancora una volta, come in altri film Guitiérrez Aragón, sono gli occhi di un bambino il punto di vista principale su una famiglia matriarcale, affetta da drammi sotterranei cronici, che la capostipite, Gloria, tenta di dominare e tener nascosti fino all'ultimo, fino alla tragedia annunciata. Bel ritratto della Spagna rurale del dopoguerra. La storia della famiglia di Gloria riassume e restituisce il dramma sociale e politico di quegli anni. E comunque ora ho capito da dove ha tratto ispirazione Almodóvar per tanti suoi film e personaggi.
Il primo appuntamento della Rassegna cinematografica promossa dall'Instituto Cervantes di Roma è stato interessantissimo. Un'opportunità unica poter incontrare Manuel Gutiérrez Aragón, uno dei più grandi registi spagnoli. Non avevo mai visto Camada negra (1977), un film duro, come sanno esserlo i film spagnoli che raccontano realtà estreme, senza risparmiare nulla. Un film sull'iniziazione di un adolescente ad un cammino di violenza ottusa, che lo porta ad estreme conseguenze. Lo storico del cinema lo aveva presentato come una "película metafórica", non ascrivibile al cinema realista, che pure era vivo in quegli anni. Un'opera che riprendeva il ritmo del "cuento infantil". In realtà Camada negra è un pugno nello stomaco. Un cuento, forse, ma estremo.
Inizia venerdì 23 marzo con la proiezione di Camada negra (1977), del regista spagnolo Manuel Gutiérrez Aragón, la rassegna cinematografica “Lo sguardo. La memoria” dedicata alla cinematografia spagnola del dopp guerra civile (1936-1939)e del dopo-franco, detta di revisión histórica.
Le proiezioni si svolgeranno a Roma fino al 15 giugno, e sono organizzate dall’Instituto Cervantes di Roma in collaborazione con la Filmoteca dell’Instituto de Ciencias y Artes Audiovisuales (ICAA), la Sociedad General de Autores de España, la Casa del Cinema di Roma (dove si terranno) e la Dirección General del Libro, Archivos y Bibliotecas.
<<Il conflitto bellico che afflisse la Spagna dal 1936 al 1939 fece sì che gli sguardi del mondo venissero puntati sugli avvenimenti che accadevano nel nostro Paese. Negli anni della dittatura, la Guerra Civile è stata trattata dal nostro cinema in modo indiretto, offrendo il punto di vista dei vincitori. Con la morte di Franco, la Guerra Civile è diventata un soggetto importante nella nostra cinematografia, in una corrente denominata cinema di revisión histórica, in cui, finalmente, si è potuta conoscere la versione dei perdenti>>.
Mi riprometto di seguire tutti gli incontri della rassegna